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106° ANNIVERSARIO DEL ROTARY INTERNATIONAL

pubblicato 24 feb 2011, 07:38 da Giovanni Paolo Rabai   [ aggiornato in data 26 mar 2011, 09:48 ]

il resoconto di Cesare

L’avrebbero festeggiato separatamente. Tanto valeva, allora, riunire le forze e vedersi tutti insieme di fronte al magnifico vecchio: 106 anni ben portati, 106 anni di sfide e di combattimenti nel mondo del male con risultati, spesso, semplicemente eccezionali.

La platea è ricca e variopinta: presidenti, governatori attuali, ex, incoming, designati, giovani rampolli graduati o meno, signore al seguito, perfino ospiti di varia natura. Un parterre non male per sentire la maxi concione del decano degli anniversari in famiglia: un Enzo Cossu inossidabile e pronto a scorrere un ponderosissimo plico di pagine per schizzare una storia che si perde ormai nei secoli e che, ogni volta, assume toni diversi andando a pescare addirittura nei meandri di un’infanzia non certo tranquilla del suo epico fondatore.

E allora, oltre alla storia, che dicevo così ricca di dettagli e aneddoti, il resto viene condito su un piatto di concetti in alta quota fra motti (“bisogna vivere per qualcos’altro oltre che per se stessi”), rinvii, riprese, affondi dove trionfa in tutte le salse l’amicizia, l’integrità, l’uomo al centro di tutto e di tutti, il top delle professioni, la collaborazione, l’eccellenza (non quella del singolo ma quella di squadra), l’amore (anche qui quello rigorosamente pulito).

Ed anche gli esempi non possono mancare. Fa gioco chiamare in ballo madre Teresa, un po’ di personaggi del mondo dei buoni, il sorriso di un bimbo che rinasce alla vita, l’occhio garrulo di una madre che vede un nuovo destino per i suoi cari, e tanto altro ancora.

Non ci vuole niente a inanellare alcune decine di minuti fra questi dipinti, fra queste tensioni emotive, fra i ricordi di chi ha passato ormai decenni sui palcoscenici rotariani.

 Anche una Paul Harris ad indorare la serata. E’ un riconoscimento di Gruppo e va all’insigne chirurgo pediatrico Giobatta Parigi per la sua splendida dedizione ai mali del mondo. Il professore, poliglotta, giramondo per alleviare le sofferenze dei piccoli là dove sorgono, presidente di tanto, ironico relatore di storie recenti e passate, stavolta più vicino al Rotary di prima, propulsore di idee e sproni verso chi soffre, ringrazia, delizia, si dipinge come uomo e come altissimo professionista. Il riconoscimento è sacrosanto.

 Due parole non possono negarsi al governatorino del Rotaract che crede nell’esperienza degli zii Rotary.

 Non può esimersi anche il Governatore senior in carica che ha gioco facile per riassumere e chiosare una serata pregna di eventi, di incontri, di ricordi, di sottolineature, di parole spese a profusione su noi stessi.

 Siamo all’epilogo. Alberto Cazzani, che dirige i lavori, suona la campana.

Entro in auto. L’orologio digitale segna le 23.23. Un altro 23. Vuoi dire che stasera il 23 porta bene?            

23 Febbraio 2011 - Il Gruppo Lomellina festeggia il 106° compleanno del R.I.
 


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