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Abbiategrasso ed il suo territorio

pubblicato 28 apr 2011, 14:04 da Giovanni Paolo Rabai   [ aggiornato in data 28 apr 2011, 14:15 ]

di CRISTINA BRAMBILLA

Abbiategrasso ed il suo territorio visti con gli occhi degli studenti del Laboratorio di Progettazione I della Scuola di Architettura Civile del Politecnico di Milano, questo è l’incipit della mostra di progetti che si è tenuta nel fine settimana nei sotterranei del Castello di Abbiategrasso e che continuerà il 16 ed il 17 aprile.Gli studenti del primo anno, ospitati dall'Amministrazione Comunale di Abbiategrasso presso il convento dell’Annunciata nei mesi di novembre e dicembre dell’anno scolastico 2008/2009 hanno condotto un lavoro accurato di indagine sulla città e sul territorio circostante e avviato dei progetti didattici che sono stati completati durante gli anni scolastici 2008/2009 e 2009/2010. Coordinati dai Professori Sandro Rossi, Edoardo Guazzoni, Angela Gianni, Carol Ponticelli e dagli architetti Lucia Mainardi, Mattia Frasson, Marco Maggioni e Matteo Turati, i giovani studenti hanno effettuato una serie di rilievi relativi a porzioni urbane significative con il preciso intento di rendere visibile “la complessità dei legami che uniscono la città al suo territorio: il castello e le mura urbane, il tratto del naviglio Grande che interessa il territorio comunale e Castelletto di Abbiategrasso, l’antico percorso che lo attraversa da nord a sud sul quale si sono attestati i primi insediamenti, il fronte urbano occidentale e i rapporti con il territorio agrario e boschivo del Ticino”.Presentata sabato mattina 9 aprile dai professori Rossi e Guazzoni alla presenza dell’assessore Beatrice Poggi e del consigliere Cesare Nai la mostra dei progetti elaborati dagli aspiranti architetti mette in evidenza le emergenze del nostro territorio presentando delle soluzioni di continuità con il territorio nei progetti di ampliamento di elementi architettonici già presenti.Uno studio complesso e condotto da alcuni anni che ha coinvolto il territorio del Ticino partendo dal Lago Maggiore sino alla città di Pavia, come ha sottolineato il prof. Guazzoni che ha permesso di mettere in evidenza un serie di “emergenze architettoniche” che sono state isolate nella città ed in luoghi circostanti racchiusi tra le acque del fiume Ticino da un lato e del Naviglio Grande dall’altro, dove il Ticino diventa una patria architettonica e fisica unica, e dove le città che attraversa o sfiora appartengono a questo sistema in modo univoco.Un lavoro sui luoghi del territorio del Ticino che ha messo in evidenza la portata del rapporto che esiste tra la i monumenti di Abbiategrasso ed il territorio, come ha sottolineato anche il professor Sandro Rossi nella presentazione al pubblico.Le “nostre emergenze” sono l’Annunciata, la chiesa di Santa Maria Nuova, Palazzo Stampa, il Castello, la casa del Guardiano delle Acque, l’ospedale Golgi, per ognuna di esse il relativo progetto ha aggiungo piccole o grandi strutture a quelle esistenti per consolidare o ampliare quelle presenti rispettando l’attuale utilizzo e cercando di legare le nuove strutture al percorso delle antiche mura cittadine quale continuazione del fronte cittadino.L’assessore Poggi ha espresso il suo compiacimento per una città “vista dagli studenti con ottica giovane cosa importante per noi politici, per rapportarci al loro modo di vedere la nostra città”.Orgogliosi, senza dubbio, gli studenti che hanno partecipato al progetto, Michele anche a nome degli altri si è detto soddisfatto della partecipazione al progetto e dell’aiuto fornito dai professori: “è stato difficile portare avanti il progetto, abbiamo discusso molto anche con i professori che hanno dimostrato una capacità di ascoltare notevole, è stato un processo difficile e lungo che ha però dato soddisfazioni notevoli”, la partecipazione al progetto ha comunque consentito a tutti di capire la complessità del lavoro di un architetto ed alcune delle sue sfaccettature.Una mostra certo non semplice, soprattutto per un profano di architettura, molto può essere colto grazie alla conoscenza del territorio, paragonando con attenzione lo stato attuale a quello del progetto, non può invece essere colto il lavoro nel suo complesso se non grazie ad una adeguata spiegazione, comunque con un po’ di impegno si può vedere con occhi diversi la nostra città ed il territorio circostante.Senza dubbio d’effetto il filmato che conclude il percorso di visita che, attraverso un visione dall'alto, permette al visitatore di visualizzare interamente il territorio oggetto di studio.Il lavoro proseguirà con una mostra programmata per il prossimo autunno presso il Castello di Vigevano, come una continuazione ideale del percorso verso la città di Pavia. Il compimento ideale di tale lavoro di studio si spera posa attuarsi con una spinta alla adeguata conservazione del territorio e dei suoi paesaggi non solo urbani ma anche rurali e fluviali in quanto l'architettura è quella disciplina che ha come scopo l'organizzazione dello spazio in cui vive l'essere umano e che per Le Corbusier “l'architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi nella luce”.

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