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FONDAZIONE MAGNI PER AYAME'

pubblicato 10 mar 2010, 09:16 da Giovanni Paolo Rabai   [ aggiornato in data 10 mar 2010, 09:46 ]

Conviviale del 9 Marzo 2010:

Relatore Franco Magni:

“La Fondazione Magni per Ayamè”

 

Q
uasi tre dozzine di indomiti ad affrontare uno straziante inverno mai così duro a morire. Ne valeva assolutamente la pena: Franco Magni, dai tavoli del Bottala ripercorre a larghe tinte la sua mirabolante avventura di vita in Costa d’Avorio.

Si parte da alcune osservazioni quasi banali: sempre più disperati si affidano al mare e all’altissimo rischio vita per arrivare nel nostro Paese. Sono poi costretti a cedere allo sfruttamento più esecrabile per sopravvivere e per far sopravvivere chi è rimasto. Il problema va risolto alla radice là dove nasce, là dove può e deve trovare soluzioni definitive.

Anche le priorità sono facilmente individuabili: istruzione, addestramento al lavoro a tutti i livelli, senso di imprenditorialità, non ultimo, adeguata assistenza sanitaria.

Detto fatto.

L’università di Pavia ha già attivato uno scambio proficuo con il Paese africano (distretto di Ayamè) accogliendo aspiranti medici ed inviando uomini e mezzi sul posto. Basta allora accodarsi, inizialmente, e, a seguire, scatenare volontà e fantasia per progetti di rara efficacia ed utilità.

Nasce allora l’ospedale di Ayamè, nascono e si diffondono altri presidi sanitari nella regione, si istituisce una scuola altamente selettiva, si aiutano le donne ad avviare micro attività produttive, si acquistano centinaia di ettari di terreni da coltivare e dai quali trarre il necessario sostentamento economico per tutte le altre attività.

Ma non ci si ferma lì. Il piano è ambizioso, richiede diversi anni di interventi. Bisogna, fin d’ora, coinvolgere le generazioni più giovani e Franco ha due figli che fanno al caso suo e che, già dalle prime battute, lo seguono con entusiasmo.

I problemi restano immensi ma i risultati non tardano. Anche le autorità locali di ogni ordine e grado mettono da parte differenze e divisioni e collaborano senza limiti e inutili orpelli.

Scorrono le diapositive introdotte dalla voce convinta dell’artefice primo di questo sogno africano, esempio fin troppo evidente di cove può portare un entusiasmo che, ahimé, tanti di noi hanno fors’anche irrimediabilmente perso.

La partecipazione è totale, L’ammirazione sincera la segue da vicino. E’ il caso di dirlo: Franco Magni ha fatto un vero capolavoro, senza mai fermarsi, neanche di fronte alle pastoie di una burocrazia inutile.

Inutile quasi come il perfido inverno che ci aspetta fuori e ci costringe a puntare la prua verso casa.

Una piacevolissima chiacchierata fra amici, una splendida lezione di vita, insomma, una serata da mettere in cornice.

FONDAZIONE MAGNI PER AYAME'


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