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IL TREDICESIMO TESTIMONE

pubblicato 30 mar 2011, 23:40 da Giovanni Paolo Rabai   [ aggiornato in data 30 mar 2011, 23:53 ]

IL REPORT DI CESARE

Con i tempi che corrono assistere ad un matrimonio riuscito è, indubbiamente,  cosa tendente al raro. Così allora, quando come ieri sera,  tecnologia e genio creativo si uniscono in un connubio trionfante di spunti, di reazioni, di sensazioni che sanno generare ai più, allora, è veramente tempo di applausi e di brindisi, magari anche solo con i bicchieri pieni d’acqua, ma pur sempre brindisi.

Il tutto ad opera di AST (Agenzia per lo Sviluppo del Territorio), una serie di benemeriti finanziatori, una banca lungimirante che investe in un futuro di comunicazione e, perché no, di sperati ritorni.

 

Ma procediamo in senso strettamente cronologico.

Appuntamento per il solito nugolo di volonterosi (e, ovviamente, dispensati da altre incombenze inevitabili) in un secondo pomeriggio grigio e umido come non mai: nessun problema, i quasi 30 gradi dell’interno della Mostra asciugano, e oltre, chi arriva dalla pioggia dell’esterno. Inizia la visita. La guida è di buon livello e l’impressione che sia anche appassionata di quello che illustra è palpabile. La mostra, come già anticipato, è un trionfo di tecnologia, seppur discreta ed esaltata da un’atmosfera di silenzi rotti solo da voci soffuse, di suoni pacati, di riproduzioni fedeli dello spirito del tempo e del genio di Leonardo.

La conclusione si avvicina. Il ricordo, ovviamente, digitale di quello che si è visto e toccato (nel senso di touch screens) e tutti al secondo round.

 

Presiede temporaneamente Rino Nava, il presidente ha avuto un piccolo intervento.

Attacca (il risotto deve ultimare la sua cottura) Carlo Ornati con il cappello di presidente dell’AST per snocciolare la struttura dell’ente, i componenti, le attività già in carniere negli ultimi due anni o poco più compresi i successi di manifestazioni già concluse che hanno portato nella nostra città pas mal di visitatori. Di qui anche la sfida con la costituzione di una società (Leonardo 2015) il cui titolo la dice lunga: Expo 2015, tecnologia e cultura a braccetto, turismo alternativo ed intelligente, magari anche, con un po’ di ottimismo, nuove microimprese a contorno.

I giochi sono aperti, si accettano suggerimenti, anche noi, uomini di mondo, oltre che lomellini di nascita o adozione, a dire la nostra.

Breve interruzione per un risotto e un dessert al cioccolato e la palla passa ad Alessandro Manzoli promotore della mostra in corso (il 13.mo testimone, appunto) in sostituzione del curatore Simone Ferrari in altre faccende affaccendato.

Lo spirito e l’ispirazione: una sola opera da analizzare sotto i più svariati aspetti e sotto una lente sperimentale e, perciò stesso, assolutamente affascinante e innovativa. Concorrono grossi nomi del computer e del Web. Nasce, come già accennato, anche una società ad hoc a maggioranza azionaria della lungimirante Banca del Monte di Lombardia ed è fatta. Già oltre 11.000 visitatori, scuole comprese e nuovi stimoli per continuare.

 

Siamo alla frutta anche in senso puramente metaforico.

Si alza qualche bordata in direzione dell’iniziativa e si pongono quesiti ancora irrisolti.

Nessuna paura, Manzoli illustra altri dettagli, inanella nuovi dati, si fa scudo di un giustificato ottimismo. D’altro canto si parla di uno che sicuramente ottimista lo era per natura visti i tempi, le difficoltà di bilancio (già allora!) e la scarsità delle possibili collaborazioni. Allora, lancia in resta, bravi i relatori presenti, un plauso alle loro iniziative e al loro coraggio e ….avanti tutta! 


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